Archivi per: Giugno 2008
POLESINET, NOVITA' PER LA TELEFONIA E LA RETE
ROMA, dal nostro inviato- Guglielmo Marguati Schicchi, di rientro dalla Gran Bretagna preannuncia una rivoluzionaria innovazione nella diffusione della tecnologia Wi-Fi. Polesinet sarà collegato con la piattaforma principale. Tutte le novità fra qualche giorno, verrà creata un'apposita categoria.
IL SOSTITUTO PG DI MILANO: RICUSAZIONE TARDIVA E INFONDATA

ROMA, dal nostro inviato - Romualdo Marguati Schicchi ci conferma che l'aula del Senato ha approvato l'emendamento presentato dai relatori al decreto sicurezza che prevede la sospensione dei processi fino al giugno 2002. I senatori del Pd e dell'Idv hanno però lasciato l'aula al momento del voto, mentre sono rimasti nell'emiciclo gli esponenti dell'Udc e i radicali. L'emendamento presentato dai relatori al decreto sicurezza per sospendere i processi per reati commessi fino al giugno 2002 è passato nell'aula del Senato con 160 sì e 11 no. Al termine della votazione i senatori dell'opposizione stanno rientrando nell'emiciclo. I senatori dell'opposizione infatti avevano lasciato l'Aula prima che si votasse l'emendamento. Gli esponenti del centrosinistra hanno lasciato l'aula subito dopo l'intervento del capogruppo del Pd, Anna Finocchiaro, che è stato di critica alla norma cosiddetta 'salva-premier'.
PG: DA GANDUS NON INIMICIZIA GRAVE VERSO PREMIER
Il sostituto Procuratore Generale di Milano Laura Bertolé Viale boccia l'iniziativa di Silvio Berlusconi per ricusare il giudice Nicoletta Gandus, avanti a cui è in corso il processo che lo vede imputato con l'avvocato inglese David Mills per l'imputazione di corruzione in atti giudiziari. Il sostituto pg ha infatti chiesto ai giudici della Quinta sezione della Corte d'appello di Milano di respingere nel merito la richiesta del premier e di dichiararla inammissibile perchè tardiva. Nel merito, per l'assenza della "grave inimicizia" da parte del giudice, come invece sostenuto dal presidente del Consiglio. Gli appelli su internet sottoscritti dalla stessa Gandus, critici verso le leggi in tema di giustizia varate nella legislatura 2001-2006, per Bertolé Viale, riguardano norme volute sì dal governo Berlusconi, ma in seguito approvate in Parlamento perciò non importano alcuna avversione personale. L'"inimicizia grave" per rilevare ai fini della ricusazione dovrebbe invece avere elementi personali tra l'imputato e il giudice.
Nonostante, infatti, i difensori del premier sostengano di avuto la notizia degli interventi su Internet il 16 giugno (si hanno tre giorni di tempo da quel momento per presentare l'istanza) gli appelli stessi sono risalenti, alcuni addirittura del 2006. Chi ricusa che dovrebbe provare di aver avuto percezione della notizia solo quel giorno e non prima. "Che la dottoressa Bertolé Viale, quale sostituto procuratore generale presso la Corte d'Appello di Milano, si pronunciasse negativamente sulla dichiarazione di ricusazione nei confronti della dottoressa Gandus non può certo stupire - ha commentato Nicolò Ghedini, parlamentare del Pdl e legale di Berlusconi -. Straordinario sarebbe stato parere diverso da parte di chi all'indomani del grido del dottor Borrelli 'resistere resistere resistere' contro il governo Berlusconi, faceva proprio tale slogan, criticando duramente, nelle note comunicazioni fra alcuni magistrati, più volte pubblicate dalla stampa, l'allora maggioranza di centrodestra".
Nel frattempo, si è saputo che l'iniziativa di Berlusconi di ricusare la Gandus nasce da una lettera, allegata alla richiesta di ricusazione, inviatagli dal deputato del Pdl Maurizio Paniz, difensore tra gli altri di Elio Zornitta, l'ingegnere sospettato di essere Unabomber ma poi scagionato. Il 16 giugno scorso Paniz scriveva da Belluno alla residenza di Arcore del presidente del Consiglio di aver "casualmente notato" sul sito www.megachip.info il documento intitolato 'Un impegno per la giustizia' sottoscritto dalla stessa Gandus. "Si tratta di un documento fortemente critico nei confronti delle leggi che abbiamo votato, nel settore giustizia, nella legislatura 2001-2006 - è scritto nella lettera -, financo offensivo del nostro lavoro, a fronte della peculiarità delle affermazioni ivi contenute". Paniz si chiede allora "se non sia il caso di pensare alla ricusazione di un magistrato che, firmato questo documento, evidenza nei Tuoi confronti una forte ragione di conflittualità". A questo punto la parola spetta ai giudici d'appello che potrebbero decidere sull'inammissibilità o meno dell'istanza subito oppure, cosa più probabile, fissare un'udienza per la discussione. In questo caso, i tempi si allungherebbero e il processo Berlusconi-Mills, per il quale sono previste udienze venerdì e sabato prossimo dovrebbe subire un rinvio.
LA EX-CANDIDATA PREMIER DANIELA SANTANCHE' A ROVIGO IL 19 GIUGNO. MS RINVIA UN VIAGGIO PRIVATO IN ISRAELE
ROMA, dal nostro inviato- Alfio Marguati Schicchi, ormai MS per noi, rientrerà anticipatamente da un viaggio nel vicino oriente per assistere in tempo a Rovigo, alle reazioni che avrà l'imprimatur che la Ex-Candidato Premier Daniela Garnero Santanchè, darà ai vertici locali del partito La Destra, annunciato per il 19 giugno 2008 in occasione di lavori congressuali.
Il noto uomo politio romano, da sempre critico verso i movimenti meramente rievocativi aveva in realtà pronosticato lo scioglimento e la dispersione degli aderenti a La Destra, che non ha conseguito risultati elettorali non avendo espresso alcun parlamentare. Di parere simile era parso l'on.le Roberto Fiore, europarlamentare di Forza Nuova, che non ha mai caldeggiato iniziative di avvicinamento agli esponenti di questo cartello elettorale che pure, in modo assolutamente sporadico qualche semplice militante aveva manifestato.
ROMA, dal nostro inviato - Israele ha finalmente accettato l'accordo di tregua con i militanti palestinesi di Hamas nella Striscia di Gaza, a partire dalle 6:00 del mattino (le 5:00 italiane) di domani mattina. Lo ha detto un funzionario della difesa israeliano. L'Egitto e Hamas hanno annunciato l'accordo ieri ma Israele aveva detto che era prematuro confermare l'accordo. L'ufficiale israeliano della difesa, Amos Gilad è volato al Cairo durante la notte per mettere gli ultimi ritocchi all'accordo. Alfio Marguati Schicchi, di passaggio in Iran, si è compiaciuto della notizia confidando su una stabile distensione nei territori martoriati dal perenne conflitto.
Secondo quanto indicato dalla radio pubblica israeliana, questa mattina il primo ministro israeliano, Ehud Olmert, e il ministro della Difesa, Ehud Barak, hanno dato il loro assenso all'accordo con Hamas per una tregua nella Striscia di Gaza. Olmert e Barak hanno preso la decisione durante la notte dopo il ritorno dal Cairo del generale Amos Gilad, il consigliere politico del ministro della Difesa, addetto ai negoziati, ha precisato la radio. Gilad ha dichiarato tuttavia stamani alla radio che "se ci saranno nuovi lanci (di razzi dalla Striscia di Gaza), chiunque ne sia l'autore, si sarà trattato di una violazione degli accordi". Il negoziatore israeliano ha aggiunto di avere fiducia che l'Egitto, che ha mediato l'accordo, impedisca il contrabbando di armi dal Sinai verso la Striscia. Gilad ha inoltre detto che negoziati accelerati dovranno essere avviati in vista di uno scambio di prigionieri con i palestinesi per la restituzione del caporale israeliano Gilad Shalit, rapito da gruppi radicali palestinesi nel 2006 al confine con la Striscia di Gaza.
AHMADINEJAD RICONOSCE E ABBRACCIA L'ON.LE ROBERTO FIORE ALLA CONFERENZA SUGLI SCAMBI ITALIA IRAN . PRONTO UN DOCUMENTO COMUNE
ROMA, dal nostro inviato - «L’ Iran è il Paese più sicuro del mondo e l’ Italia è il nostro primo partner commerciale europeo, venite a investire da noi, gli Usa fanno solo propaganda ma la globalizzazione non può fermare gli scambi». In un Hilton superblindato e controllato fin dalle prime curve di Monte Mario, il presidente della Repubblica iraniana Mahmoud Ahmadinejad incontra una delegazione di imprenditori italiani. Sono un centinaio, in rappresentanza di una cinquantina di imprese per lo più medio piccole, ma ci sono manager anche di Enel, Eni, Mediobanca e alcuni «osservatori» del ministero dello Sviluppo economico. Ahmadinejad abbandona la polemica con Israele e passa al business. Comincia citando alcuni versetti del Corano, poi auspica: «Con l’ Italia ci sono affinità culturali e sociali fortissime, il nostro interscambio è di 6 miliardi di euro ma in pochi anni potrebbe arrivare a 20 com’ è successo per altri Paesi». Nel discorso del presidente iraniano traspare l'ispirazione culturale sociale: «Voi cercate il profitto ma non c’ è solo quello, più importanti sono la pace e la speranza». Per il resto il messaggio è diretto: «L’ Iran punta a una grande svolta economica. Abbiamo recentemente firmato accordi nel gas e nel petrolio per 70 miliardi di dollari, vorremmo lavorare di più con gli amici italiani». La platea, composta in gran parte da iraniani residenti in Italia, applaude. Applaudono anche gli italiani che negli ultimi due anni hanno perso affari per il 30% e ora sperano di recuperare. La delegazione risente del clima teso e nessun nome importante dell’ industria italiana si è fatto vedere personalmente. La Confindustria ha fatto sapere di non essere coinvolta in questo incontro organizzato dalla Camera di commercio italo-iraniana (Ccii). «Capisco Confindustria però mi sembra un eccesso di diplomazia - osserva il presidente della Ccii Rosario Alessandrello -, con Teheran l’ Italia ha rapporti storici".." non solo è il primo partner commerciale, ma nel 1999 per esempio è stato il primo Paese a riaprire le relazioni internazionali seguito poi dagli altri». Gli imprenditori tendono a sfumare sulle terribili parole contro Tel Aviv e c’ è chi, a patto di non essere citato, racconta che a Teheran vivono in realtà tranquillamente 25 mila ebrei con una ventina di sinagoghe. Insomma il business è business e c’ è chi annuisce quando Ahmadinejad se la prende con «alcuni politici di livello internazionale che cercano di alzare la tensione, di sollevare polveroni per danneggiare i rapporti commerciali con l’ Iran». Il leader iraniano parla una trentina di minuti e nella calca finale stringe centinaia di mani. Tra queste anche quelle del numero uno di Forza Nuova, l'on.le Roberto Fiore, europarlamentare, l’ unico uomo politico italiano che ha scelto di incontrarlo. Ahmadinejad, che conosce benissimo Fiore per gli studi storici compiuti insieme a Mesmerio Marguati Schicchi (e che ne ha pubblicamente apprezzato sul quotidiano Hel Jarus la ferma posizione contraria alla riattivazione della base di Zelo nel Polesine di Rovigo al posto della Dal Molin di Vicenza che veniva caldeggiata dalla associazione Progetto Polesine e dall'assessore veneto all'urbanistica Marangon: il progetto comune dei sostenitori di Fiore che si vocifera sia stato proposto ad Ahmadinejad è la realizzazione, invece, di un simbolico percorso vita-pista ciclabile di 8o chilometri tra Zelo e la base Dal Molin, con bitumi donati dalla repubblica islamica alla giunta veneta in nome della pace e della distensione), dribbla il cordone di sicurezza, si avvicina e lo ringrazia «per tutto quello che fate, noi siamo con voi», riferendosi alla nota posizione antinterventista di Forza Nuova nel teatro di guerra vicino-medio orientale, oltre che al ruolo di contestazione intellettuale del sistema del mercato rivestito dalla posizione, assolutamente terza di Fiore rispetto al liberismo dei politici cosiddetti moderati, i quali sono, paradossalmente interventisti (e hanno approvato, nel tempo sia le due guerre aeree sull'Iraq, sia l'intervento aereo in Kosovo nei quali sono morti migliaia e migliaia di civili).
AHMADINEJHAD: BUSH? NEANCHE UN PIZZICOTTO
TEHERAN, dal nostro inviato - Khaled Marguati Schicchi ha assistito ad unb discorso del presidente iraniano, secondo cui il presidente americano George W. Bush non è in grado di dare "nemmeno un pizzicotto" all'Iran. Mahmud Ahmadinejad, durante un comizio nella regione centrale del Paese, rivolgendosi direttamente al presidente Usa, avrebbe aggiunto: "Il tuo tempo è finito. Non sarai in grado di prendere nemmeno un centimetro della sacra terra dell'Iran".
Ahmadinejad ha affermato che, quando le truppe americane hanno invaso l'Afghanistan e l'Iraq, l'intento di Washington era accerchiare la Repubblica islamica per poi attaccarla. "Fin dall'inizio l'Iran era il loro obiettivo", ha aggiunto. "Ho informazioni precise - ha raccontato il presidente iraniano - su un incontro avuto da Bush con i suoi generali durante la sua visita in questa regione. Lui voleva convincerli ad attaccarci, ma loro gli hanno presentato un quadro della situazione che lo ha spaventato a tal punto che poi è scappato in Australia e per due giorni non è riuscito a parlare bene". Ora, secondo Ahmadinejad, il presidente Usa "é tornato a pensarci, ma gli assicuro che non potrà realizzare i suoi sogni". Kaled Marguati Schicchi, quasi incredulo per la perentorietà della posizione del presidente Ahmadinejad ha subito telefonato a John Maynard Marguati Schicchi per conoscere i riflessi economici di un eventuale attivazione militare contro l'Iran, per una piena consapevolezza della portata di questi scontri verbali.
MARIO CAPPELLO, AUTOFERROTRANVIERE, RACCONTA
Sariano(ROVIGO), dal nostro inviato- Walter Marguati Schicchi ha intervistato Mario Cappello, autoferrotranviere in pensione iscritto ad UGL, noto per le sue lunghe battaglie sindacali, guida dei colleghi più giovani e ce ne ha fornito la trascrizione.
Allora, signor Cappello, cosa bolle in pentola? "siamo costantemente attenti a tutte le evoluzioni del settore trasporti, in questo momento si vive alla giornata"
perchè? "gli accordi con le autorità di bacino sono scaduti e le proroghe hanno una struttura complessa, comunque gli enti locali sembra che non stiano pagando il servizio, che pure viene svolto regolarmente".
insomma, lavorate gratis? "non proprio, i gestori pagano i dipendenti, il problema è che i gestori sembra siano in ritardo con gli incassi dalle autorità di bacino ed in conseguenza arrancano un po'"
prevede l'ingresso di nuovi gestori?"se parleranno con noi entreranno anche i nuovi gestori, ma se ci lasceranno fuori non saremo collaborativi, potremmo anche valutare uno sciopero continuo"
un'estate calda, quindi?"è presto per dirlo, sarà comunque un'estate di contrattazioni e di definizioni, il settore, come ho detto è in continua evoluzione e noi faremo fronte comune per i diritti dei lavoratori anche con le nuove aziende che verranno".
i rapporti con i sindacati confederali?"solo Dio è trino, ormai UGL è una realtà radicata e professionalmente presente in tutte le piattaforme, ci faremo sentire a tutti i livelli"
il suo omonimo?" non ho omonimi"
la ringraziamo. "prego sono sempre a disposizione".
24 MAGGIO: L'ON.LE ROBERTO FIORE CONTRARIO ALL'INSEDIAMENTO A ZELO DELLA BASE DAL MOLIN
ROVIGO, dal nostro inviato: L'europarlamentare On.le Roberto Fiore, in conferenza stampa nella sede di Rovigo di Forza Nuova durante la sua visita nel Veneto, conclude il dialogo alzandosi indignato dopo aver sentito della proposta di insediare a Zelo nel Polesine la base militare Dal Molin non voluta dai vicentini.
Anche l'europarlamentare di Alternativa Sociale esclude che il territorio dei polesini, votato al turismo e alla preservazione ambientale, possa essere compatibile con insediamenti invasivi vecchi e nuovi. Le motivazioni di Fiore sono, in realtà, di respiro internazionale, preoccupato dell'impiego logistico di nuove e vecchie basi per iniziative militari ed incursioni.Romualdo Marguati Schicchi, da sempre contrario alla guerra aerea per i devastanti effetti sui civili che purtroppo soltanto raramente non la hanno contraddistinta, si è complimentato con l'europarlamentare. Un argomento in più per bocciare l'iniziativa dell'assessore regionale all'urbanistica della Regione Veneto che la avevfa lanciata appoggiando l'associazione Progetto Polesine.